Non ho parole…

George Clooney con consorte, Richard Gere e altri pezzi da 90 del cinema mondiale, ricevuti dal Papa e premiati con la medaglia dell’Ulivo della Pace Scholas Occurentes (Mah!!!!!). Spero che il prossimo invito in Vaticano sia riservato a Rocco Siffredi, in un certo modo anche lui ha fatto ottenere la pace (dei sensi) a molte persone.

Tutti dal Papa…

Sono stati ricevuti in Vaticano dal Papa i calciatori della Juventus e del Milan, c’erano anche i dirigenti della Lega Serie A presieduti dal Presidente Maurizio Beretta, che è anche ai vertici UniCredit (alla faccia dei conflitti di interessi). Guarda caso la UniCredit è la banca che ha venduto la Roma Calcio agli Americani, con mediazione della Lega con a capo il buon Beretta. Sicuramente qualcuno si chiederà: cosa centra il Papa in tutto ciò? Secondo me c’entra, c’entra eccome. Posso capire che il Pontefice debba ricevere cani e porci, ma a quanto risulta i porci la fanno da padroni alla grande. I cani sono davvero la minoranza e mi sembrano sempre più abbattuti e bastonati. Meditate gente meditate…

E bravo il Cracco

Lo vedi e si atteggia da semi Dio, pontifica sulle ricette eseguite dai suoi subalterni con puntigliosità quasi  maniacale, poi cosa fa per arrotondare i suoi miserevoli introiti?. Pubblicizza un marchio di banalissime e nocivissime  patatine. Cosa posso dire?: la coerenza e la dignità sono davvero una cosa diversa.

Quelli che sanno sempre tutto…

Qualunque cosa tu dici loro sanno, non c’e argomento che loro non sappiano. Sono tanti tantissimi, di qualunque estrazione sociale. Vuoi parlare di: Politica, Calcio, Malattie, Musica, Lavoro, Auto, Tempo, Religione, Extraterresti, Computer, e chi più ne ha più ne metta. Loro sanno tutto. Ho scelto la strada del silenzio, non serve davvero dialogare con persone che sanno tutto.

Davvero c’e da rifletterci su

Ricordo quand’ero ragazzino negli anni 60, vicino a casa c’era un enorme prato verde che giornalmente utilizzavo con i miei compagni, dopo l’uscita dalla  scuola, in pochi secondi organizzavamo partite di calcio interminabili, le porte erano delimitate da grandi pietre o mattoni che ci procuravamo rovistando furtivamente in qualche cantiere. Posso dire che la mia infanzia è trascorsa con pane e pallone (a 12/14 anni si portavano ancora immancabilmente estate/inverno i pantaloni corti, con effetto ginocchia viola nella stagione fredda). Pertanto oggi come potrei non amare il gioco del pallone, ma mando un accorato appello a tutti quelli che seguono questo mondo: agli abbonati, a quelli che seguono assiduamente gli allenamenti, i ritiri pre campionato (facendo fare anche ai propri familiari le ferie estive nel luogo ove va la squadra), ai cercatori di autografi e adulatori di miti, a chi segue le  partite in casa, fuori casa, contestatori di società, giocatori, dirigenti e chi più ne ha più ne metta. A tutte queste persone mi permetto di sottoporre una riflessione: Immaginiamo che le stesse attenzioni vengano  rivolte ai nostri governanti di turno (il mio è un discorso apolitico e al di sopra di qualunque fede partitica), sicuramente sentendosi più controllati e con il fiato sul collo tutti i giorni, prima di prenderci per il c..,e a razziare e distruggere il paese  ci penserebbero bene. Che ne dite? non vale la pena di provarci?, e automaticamente i calciatori stessi verrebbero ridimensionati anche dei loro lauti guadagni (non giustificati), e sarebbero costretti a fare lavori più comuni, probabilmente molti di loro andrebbero a zappare la terra o a raccogliere pomodori per uno stipendio sudato e più umano da comune mortale.

Un parto lungo e doloroso

Per una persona abituata a dire le cose in faccia, rapportarsi con l’universo internet, in cui ci si confronta con il freddo volto di un monitor, non è affatto semplice, anche se celati dietro di esso possono esserci migliaia di persone, e forse questo rappresenta la difficoltà più grande, perché il rischio di ferire la sensibilità di qualcuno è grande, a differenza di quanto può succedere con un singolo interlocutore con cui ci si può sempre confrontare in modo diretto e in caso approvare, dissentire e controbattere, o chiarirsi, ciò che si esprime su un blog, ha poche possibilità di chiarimento se non a lungo termine, e catturare l’attenzione di un qualsiasi interlocutore per un periodo così lungo, diventa impresa alquanto titanica e non priva di rischi, comunque alla fine, nonostante il travaglio sia stato lungo e doloroso, il blog è nato!